Esposto presentato dal dr Govoni al Procuratore capo della Repubblica di Genova
Postato da admin [19/08/2018 18:16]


Esposto. Alla c.a dell’illustrissimo Procuratore Capo

 

Pazzesco:  Ponte A10, Autostrade Spa non avrebbe  in realtà mai speso nulla per la manutenzione ordinaria e straordinaria.

 Gli speculatori internazionali incassano miliardi di euro di pedaggi ogni anno, ma il governo li aveva sollevati  anche dallo sostenere un euro di costo per svolgere la manutenzione ordinaria e straordinaria. 

Autostrade Spa inoltre è il controllore di se stessa (!) per la verifica della sicurezza della rete autostradale  in concessione.

 

I  guadagni di Autostrade per l’Italia  Spa (detta anche ASPI spa o Autostrade Spa)  sarebbero netti in base alla convenzione stipulata nel 2002 (Governo Berlusconi) tra il Ministero dei Trasporti ed Anas Spa che imputerebbe i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale e autostradale di interesse nazionale alla sola ANAS e quindi allo Stato Italiano.

 

 Infatti,  il decreto legge n.461/29.10.1999 (Governo D ‘Alema) aveva INCREDIBILMENTE individuato anche autostrade PRIVATIZZATE nel 1999, come l’ A10 della Liguria, nella rete autostradale di interesse nazionale.



La relazione finanziaria depositata da ASPI Spa  porta a consuntivo incassi negli ultimi due anni (2016-2017) di circa 7 miliardi di euro di pedaggi autostradali.

 

Nel 2007 il Ministro dei Trasporti Di Pietro aveva rinnovato l’accordo tra Anas e Autostrade per l’Italia Spa, possibile che non si sia accorto che il decreto D’Alema, richiamato nella convezione del 2002 tra il MIT e Anas, comprendesse anche autostrade già privatizzate tra le autostrade di interesse nazionale da manutentare da parte di Anas,  a  carico quindi dello Stato italiano e dei Suoi cittadini?

La superficialità dei  Ministri italiani giunge a questo punto?   

 

L’allora Ministro  Enrico Letta, furbescamente, pose con decreto,  la possibilità di aumentare i pedaggi non solo in rapporto agli interventi cantierari già avvenuti ( interventi pagati da Anas, ma pedaggi incassati da ASPI Spa!),  ma anche quelli che si pensava sarebbero stati realizzati nei prossimi anni.

 Il Ministero dei Trasporti con Del Rio, furbescamente, non ha voluto desecretare anche i Piani Finanziari che giustificherebbero gli aumenti dei pedaggi già verificatisi.

 

 Nel 2017 il presidente del Consiglio Renzi, sempre con decreto LEGISLATVO (NO decreto- legge) in questo modo saltando furbescamente  il parere del Parlamento,    furbescamente proroga e senza l’obbligatoria gara,  le concessioni autostradali a Autostrade per l’Italia Spa.

 

Letta siede ora nel CDA di Albertis , la società privata che ha ottenuto la concessione delle autostrade spagnole neo privatizzate, che sta per essere acquistata per 16 miliardi di euro  da Atlantia (che è azionista all’88% di ASPI Spa) avendo ottenuto a Luglio 2018 il parere positivo all’acquisto da parte  della Comm. UE.   

 

 

 

 

D'Alema  (GOVERNO PD ) nel 1999 dopo aver privatizzato la quasi totalità delle autostrade italiane,  sottraendo allo Stato italiano e ai Suoi cittadini l'introito dei pedaggi, ha  infatti incluso INCREDIBILMENTE sempre nel 1999,   nella rete autostradale e stradale soggetta a manutenzione e vigilanza di Anas,  anche alcune  autostrade privatizzate,  tra cui l'A10, sul cui tratto è crollato il ponte Morandi. 

 

 I costi di Anas,  pur essendo divenuta nel 2002 una Spa,  sono ovviamente coperti dal bilancio statale sulla base dei   preventivi di costo che Anas Spa inoltra al Ministero dei Trasporti trimestralmente, come comprovato  dalla Convenzione tra MIT e Anas Spa in allegato, firmata nel 2002 (governo Berlusconi)  per ANAS S.p.A. dal Presidente Dr Ing Vincenzo Pozzi     e per Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dal  Capo del Dipartimento per le opere pubbliche e l’edilizia, dr Marcello Arredi . 

 

Possibile che il governo Berlusconi non si sia accorto che tra le reti autostradali di interesse nazionale su cui doveva effettuare manutenzioni Anas Spa  a SPESE DELLO STATO per effetto della Convenzione suddetta,  vi fossero  anche autostrade privatizzate dal governo PD  nel 1999 come l’A10 e incluse INCREDIBILMENTE dal  decreto D’Alema del 9 dicembre 1999 tra le reti autostradali e stradali di interesse nazionale?  

 

Insomma gli uni l’hanno  fatta e gli altri l’hanno completata,  a vantaggio di speculatori internazionali e forse di loro stessi .

 

Possibile che un ex Ministro dei  Trasporti intervistato in Tv non sapesse che Anas Spa  si sobbarca, sempre a carico dello Stato italiano e dei Suoi cittadini, dal 2002 le spese di manutenzione ordinaria /straordinaria anche di autostrade privatizzate dal 1999?

 

Quanti miliardi di euro di soldi pubblici sono stati spesi di manutenzione ordinaria e straordinaria dal 2002 sotto il falso mantello di una Spa  (Anas Spa) per autostrade  privatizzate nel 1999?

 

In allegato anche il decreto D'Alema del 9 dicembre 1999 pubblicato sulla G.U.  con cui il governo PD incredibilmente conferisce ad Anas Spa il compito di effettuare manutenzioni ordinarie e straordinarie  anche su reti  autostradali privatizzate.

 

 D'Alema (governo Pd ) infatti individua tra le reti autostradali su cui Anas Spa deve effettuare manutenzione ordinaria e straordinaria anche INCREDIBILMENTE  l'A10  , un autostrada privatizzata  nel 1999 dallo stesso governo PD.

 

 

I miliardari pedaggi annui  dell'A10,  nota anche come autostrada dei Fiori, una delle autostrade con più elevato traffico in Italia,  sono stati infatti incassati dalla società privata  Autostrade per l'Italia Spa (ASPI Spa).

 

 

Il ponte crollato, il ponte Morandi,   è sull'A10, autostrada ottenuta infatti  in concessione da Autostrade per l'Italia Spa (ASPI Spa), una società privata con grandi azionisti privati,  che hanno incassato circa  3,6  miliardi di euro di pedaggi nel 2017, come dimostra l'estratto della Relazione finanziaria anno 2017 di Autostrade per l'Italia Spa, in allegato.

 

 Autostrade per l'Italia Spa ha realizzato solo circa  1 miliardo di  euro di utile nel 2017, a fronte di 3,6 miliardi di euro pedaggi incassati nel 2017. 

 

Se non sostenesse  costi di manutenzione ne ordinaria, ne straordinaria,  in quanto grazie al decreto D'Alema vengono sostenuti da Anas ossia dallo Stato italiano, 2,6 miliardi di euro è il costo del personale ? Dovrebbe avere circa 86.000 persone alle sue dipendenze a 30.000 euro di costo medio per dipendente.

 

I giornali e Rai New affermano che negli ultimi cinque anni Autostrade per l’Italia Spa avrebbe incassato circa 5 miliardi di euro pedaggi e “ spesi”  2,1 miliardi euro.

 

  Il dato non è corretto :

dalla Relazione Finanziaria depositata dalla stessa ASPI Spa risulta che ASPI Spa ha incassato negli ultimi due anni (2016-2071) circa 7 miliardi di euro di pedaggi  e i 2,1 miliardi di euro “spesi negli ultimi cinque  anni “  di manutenzione ordinaria e straordinaria,  per effetto della Convenzione del 2002   tra Mit e  Anas Spa , NON SONO STATI SPESI DA  ASPI  Spa,  ma da ANAS,   a carico quindi ancora dello STATO ITALIANO E DEI SUOI CITTADINI.

 

 

La verifica della sicurezza della autostrade date in concessione ad Autostrade per l’Italia Spa (ASPI Spa)  non spetta all’ente pubblico (Autorità di Regolazione dei Trasporti-Art) creato con decreto legge nel 2011 (ma operativo dal 2013 essendo il collegio stato nominato nel 2012) , ma ad ASPI stessa, in quanto il  nuovo ente è competente solo per le nuove concessioni, ossia per le concessioni sottoscritte dopo la messa in operatività  dell’ ente. .

 

Pertanto per le vecchie concessioni, quelle sottoscritte prima del 2013,     Autostrade per l’Italia Spa (ASPI Spa)  si controllerebbe da sola in tema di sicurezza, senza alcun ruolo in merito da parte di organismi pubblici.

ASPI spa sarebbe infatti l’unico controllore di se stesso, essa eseguendo  con personale proprio ispezioni e (auto)certificazioni, oppure affidandole  a consulenti pagati da ASPI stessa.

 ASPI spa deve eseguire per legge due tipi d’ispezione, che deve certificare una volta compiute: una ogni trimestre che effettuerebbe con personale proprio (controlli sostanzialmente visivi), un’altra ispezione invece biennale con strumenti affidandola a ingegneri esterni, sempre però pagati da ASPI Spa.

 Né quindi gli enti locali, né il Ministero delle Infrastrutture interverrebbero in queste ispezioni eseguite da ASPI con loro specialisti. Tutte le certificazioni di sicurezza recenti sarebbero state pertanto redatte da tecnici retribuiti da ASPI spa stessa.

Nel caso del ponte Morandi essendo stato realizzato nel 1967, ASPI spa non è sarebbe stata nemmeno tenuta a fornire un piano di manutenzione, normativa che  vige invece per chi ha in carico le strutture nate dal ‘99 in poi. Questa distonia nascerebbe dal fatto che quando Autostrade era dell’IRI  si controllava da sola in quanto pubblica. Non aveva  senso che un soggetto pubblico con la mano sinistra (ossia Anas) controllasse un soggetto pubblico con l’altra mano, come anche sottolineato dal  prof Ugo Arrigo (docente di Economia dei Trasporti all’Università di Milano-Bicocca ).  Con la successiva privatizzazione,  il controllo pubblico è invece divenuto indispensabile,  ma non è stato mai attivato,  in quanto sarebbe stata ‘copiata” tale e quale la concessione precedente che non lo prevedeva,  ovviamente, viene supposto,  per favorire ASPI spa.

NULLITA’ DEI CONTRATTI DI CONCESSIONE AUTOSTRADALE PER VIOLAZIONE L. n. 474/1994 art 1-bis

Tutti i contratti di concessione della rete autostradale sarebbero nulli in quanto la L. n. 474 del 1994 art.1- bis imponeva che fosse istituito un Regolatore Indipendente dei Trasporti prima che fosse iniziata la privatizzazione delle autostrade ai sensi delle Norme Generali allora vigenti sui processi di privatizzazione. Ebbene questo Regolatore  Indipendente dei Trasporti non è mai stato istituito. I contratti di concessione della rete autostradale italiana sottoscritti dopo l’entrata in vigore della L. n. 474/1994 art 1 bis sono pertanto nulli.  Nulla deve essere pertanto piu corrisposto dallo Stato italiano alle concessionarie per mancati incassi futuri attualizzati ad oggi  in caso di revoca del contratto di concessione,  in quanto il contratto stesso è nullo.

Tutti i contratti di concessione autostradali sarebbero pertanto nulli per causa prodromica alla stipula del  contratto. Il  TAR del Lazio ha gia dichiarato la nullita di contratti (nel caso di specie di contratti derivati) per causa prodromica alla stipula dei contratti, così disponendo a seguito di ricorso della banca d’affari che aveva rifilato un derivato al comune.

Anche la proroga delle concessioni ad ASPI Spa concessa dal governo Renzi   e ampliata fino al 2042 da Del Rio, è nulla,  in quanto sarebbe avvenuta senza gara.

Anche la mancanza di gara è una  causa di nullità  prodromica alla stipula del contratto di proroga delle concessione, su cui il TAR del Lazio si potrebbe pertanto esprimere in senso positivo per il governo Conte nel caso il governo Conte decidesse di revocare le concessioni ad ASPI Spa ed ASPI proponesse ricorso al TAR.   

 

 Le concessioni autostradali da inizio 2018 sono disponibili sul sito del Ministero  delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma sul sito del Ministro non  sono stati furbescamente  pubblicati gli allegati relativi ai Piani Finanziari che giustificano le tariffe dei pedaggi  e i loro progressivi aumenti dalla privatizzazione.  Solo dai piani finanziari infatti  è possibile comprendere se le tariffe e i loro aumento nel tempo siano giustificati da promesse di investimenti  poi realizzati.

Infatti “copiando” la concessione quando Autostrade era dell’IRI, sarebbe stata mantenuta anche la regola  che ASPI Spa  possa caricare in tariffa già oggi un investimento che ha programmato in futuro. Questo non ha alcun senso in quanto ASPI  infatti una volta che inizia  a incassare  la “Maggiorazione tariffaria per investimenti futuri “, realizza praticamente un  maggiorazione dei suoi ricavi in bilancio che concorre alla formazione del Suo utile di fine anno,  che poi viene distribuito ai suoi azionisti sottoforma di dividendi ,  o ancor prima sotto forma di bonus ai manager di ASPI spa,  che infatti sarebbero  tra i più remunerati in Italia.

Questa norma poteva andar bene per un sindaco che doveva rifare un acquedotto e anziché aumentare le tasse ai cittadini,  aumentava la tariffa dell’acqua potabile, così poteva mettere da parte i soldi per l’investimento

 

 Il sospetto è quindi che il continuo aumento dei pedaggi autostradali che si è verificato sulle autostrade privatizzate non sia giustificato da opere poi realizzate, ma semplicemente ASPI Spa abbia deciso di aumentare le tariffe e basta per conseguire sempre più maggiori utili.

 Le autostrade privatizzate italiane sono infatti le più care al mondo, sottolineando che nella quasi totalità degli Stati le autostrade, inventate dal governo Hitler nel 1938,  non sono a  pagamento.

 Il documento declassificato nel 2017 dimostra che il governo Hitler nel 1938 aveva costruito le prime autostrade in Germania, strade ossia a doppia corsia e a unico senso di marcia in cui non era consentito ai passanti e alle biciclette di circolare. Il transito era gratuito. NO pedaggi

Lo stesso documento declassificato nel  2017dimostra che nel 1939 il governo Mussolini aveva iniziato in Italia la costruzione delle prime autostrade sul modello tedesco concependole sempre  senza pedaggio.  Il governo Mussolini aveva nel 1938 dato inizio,  dopo solo due anni di ricerca condotta dagli ingegneri delle FIAT e dell’IRI,  alla produzione,  attraverso la FIAT,   della prima auto per la classe media mondiale, l’auto piu piccola, più veloce  e meno cara del mondo, frutto della nanotecnologia italiana , la 500,  ancora oggi l’auto piu venduta al  mondo.  Subito fioccarono milioni di ordinativi da tutto il mondo,  il documento declassificato nel  2017dimostra,  che nel maggio del 1939  oltre 50.000 operai della FIAT incontrarono il governo Mussolini nella piazzale antistante la Fiat a Torino, per ringraziare il governo Mussolini   semplicemente perché aveva dato loro un posto di lavoro  e in Italia.

IL MONDO DEVE SAPERE CHE NOI, DOMANI, COME IERI, COME SEMPRE  “ campeggiava sullo striscione apposto dagli ignoranti,  come li descrive sempre RAI storia, cittadini italiani del tempo, dopo  anni in cui i fondi KAZAR della City of London,  controllando dal 1922 in Italia le banche e le maggiori societa  che avevano delocalizzato all’estero,  avevano creato disoccupazione e povertà diffusa in Italia. 



 
Allegati
 Convenzione di concessione del Mit della vigilanza e manutenzione ad ANAS
 Decreto D,Alema 1999 di individuazione rete stradale e autostradale di interesse nazionale
 


 
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