Cos'é davvero la sovranità ? Qualche riflessione in un dibattito poco informato
Postato da admin [18/06/2018 22:34]


E’ da qualche anno che il dibattito politico si sta spostando sempre più sul tema della sovranità. Alcuni partiti in Italia ed all’estero se ne sono resi alfieri convinti e decisi assertori anche sulla scorta di un malcontento diffuso nelle diverse classi sociali, aggravato, in misura significativa, dai problemi legati all’immigrazione, dalla crisi economica del 2007 e dalla politica di austerità a cui ci siamo sottoposti in virtù delle regole europee.

La stampa e le occasioni di confronto diretto in televisione e sui social network hanno lessicalmente teso a rappresentare il concetto di sovranità e di sovranismo in senso tendenzialmente negativo.

Ma davvero la sovranità dello Stato è qualcosa di desueto e pericoloso per il livello di benessere dei nostri cittadini e per lo stato di pace?

Su questo aspetto vale la pena di fare qualche digressione di storia e di scienza della politica per mettere a fuoco il concetto di cui parliamo da un punto di vista un po’ più informato.

Se leggiamo il “Dizionario di politica” (cfr. voce sovranità, Utet editrice) di Bobbio, Pasquino e Matteucci (colta ed approfondita opera di studiosi di autorevole importanza) la sovranità, nel significato moderno, appare nel cinquecento insieme al concetto di Stato per designare la “pienezza del potere statuale, unico ed esclusivo soggetto della politica”. Sul piano interno, attraverso la lotta contro la frammentazione dei feudi medievali e dei privilegi concessi ai feudatari, si afferma l’autorità regia “per realizzare in una sola istanza il monopolio della forza in un determinato territorio e sopra una determinata popolazione per realizzare nello Stato la massima unità e coesione politica”. Facciamo bene attenzione a questa affermazione poiché essa racchiude, con la diade di territorio e popolazione, i due pilastri fondamentali anche per la individuazione originaria dell’oggetto su cui la sovranità esplica potere secondo il diritto internazionale pubblico. 

Possiamo, quindi, affermare che soltanto mediante un’azione unificatrice, intrapresa dai monarchi del tempo, si è potuta iniziare la costruzione dell’entità statuale moderna e si è affermata una teoria generale dello Stato, altrimenti detta dottrina.

Il “Dizionario” prosegue la propria analitica rassegna dicendoci che, nei secoli, questo concetto di sovranità è stato sempre più limitato da leggi costituzionali e normative interne sino a essere ridotto alla categoria di ordinamento, un quid di assai più ristretto rispetto a quello iniziale. Tuttavia, gli autori non mancano di osservare giustamente che la sovranità è il potere costituente dell’ordinamento stesso, il “potere ultimo, supremo, originario”, senza il quale non può trovare esistenza nemmeno un plesso di leggi tese ad organizzare la società (l’ordinamento, appunto).

E’ pur vero che (come affermato nel volume), stiamo assistendo ad un declino di questo strumento, attaccato da una diversa struttura del potere che si è decentrato ed autolimitato, ad opera di organismi sovranazionali (UE, ONU, ecc.) e di Corti di Giustizia, che ne hanno ridisegnato la geografia in senso poliarchico (non sfugge a questa rappresentazione anche l’aspetto di una economia globalizzata e costituita da catene del valore sempre più internazionali che esprimono gruppi multinazionali di forte rilievo anche nei segmenti della new economy di tipo tecnologico); ma, con questo, non è scomparso il potere, semplicemente quest’ultimo è stato rimodellato in altra foggia e, comunque, soltanto grazie alla sovranità si è potuto operare una “sintesi fra potere e diritto” al fine di limitare l’arbitrio assoluto.

Un altro studioso, giurista di fama, il Balladore Pallieri, ha cercato, nella propria opera “Dottrina dello stato” (Cfr. idem, pag. 40 e ss. Cedam editrice), di fare la storia del concetto di sovranità, dando particolare risalto alle teorie che si sono succedute, da Savigny (per il quale punto di partenza per la costruzione dello stato è il diritto) a Jellinek, a Kelsen (che, con la sua General Theory of law and state del 1945, ha impostato il problema in termini esclusivamente giuridici, collocando l’attributo dello Stato e lo Stato stesso nel complesso di norme che formano, per l’appunto, un ordinamento e che tutte derivano da una norma o ipotesi fondamentale, che il Kelsen chiama in tedesco “Grundnorm”). Anche per questo autore “lo stato moderno, imperniato sulla sovranità, sembra aver concluso il suo ciclo e, nel momento medesimo delle sue più audaci e vigorose affermazioni ed attuazioni, mostrare i primi sintomi di disfacimento” (Cfr. op. cit. pag. 85). Tuttavia, pure ammettendo tale trend di tramonto, Balladore Pallieri non manca di osservare che, associata alla nozione di Stato, la sovranità non esprime altro che il comando, la potestas d’imperio che determina l’osservanza della legge e la sua obbedienza, senza cui scatterebbe l’anarchia.

In altri termini, sovranità in senso interno, coincide con diritto positivo, diritto, cioè, rispettato dai cittadini e fatto rispettare dagli apparati statuali. Sotto un versante più spiccatamente di diritto internazionale si afferma che uno stato esiste nel consesso sovranazionale solo quando sia dotato di una sua propria sovranità, cioè quando sia in grado di esprimere questa potestà di imperio su di un territorio e su di una popolazione (il tema, qui, non è osservato dal punto di vista del regime politico adottato - se monarchico, repubblicano, assoluto, democratico- , né dal punto di vista della legittimità del potere, ma solo della sua esistenza o meno).

Sovranità in senso esterno significa, per il diritto internazionale (Cfr. Balladore Pallieri, Diritto internazionale pubblico, pag.35 e ss, Giuffrè), che gli stati “permangono arbitri  dei loro destini, provvedono per proprio conto in modo autonomo alla tutela dei loro interessi e non hanno da piegarli e da sacrificarli a quelli altrui o ad altri superiori e più generali”.

Il territorio è un oggetto esterno sul quale lo stato esercita la sua attività e che esso considera suo bene, potendo esercitarvi legittimamente lo jus excludendi alios (Cfr., op.cit. pag. 422 e ss.).

Un insigne maestro del diritto costituzionale italiano, Costantino Mortati, a proposito della sovranità, scriveva (Cfr. Istituzioni di diritto pubblico, Cedam, Vol. I, pag.104) che essa “si presenta nel suo ordine complessivo come totalità, ed esprime la pretesa, a contenuto negativo, di escludere nell’ambito suo proprio ogni ingerenza” e, qualche pagina prima (in ibidem, pag.101), affermava che “”…non sembra esatto parlare di relatività della sovranità, poiché la sovranità è un concetto non relativo, ma assoluto: o c’è o non c’é. La limitazione può concepirsi non in un senso qualitativo, sibbene dimensionale, riguardare cioè la volontaria rinuncia all’esercizio solo di alcune attività sovrane…”  

E veniamo adesso alla lettera della nostra Costituzione, pur senza addentrarci nei meandri della applicazione giurisprudenziale costituzionale. L’art. 1 enuncia il principio fondante: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Prima sottolineatura: la sovranità, lato sensu, anche per il nostro Legislatore esiste ancora, tant’è che è addirittura menzionata nell’articolo 1. Del resto, come potrebbe non esserlo dal momento che le forze che concorsero a scriverla erano le forze antifasciste di orientamento diverso (di sinistra, cattoliche, ma anche liberali e laiche) che lottarono per liberare la Penisola dall’occupazione straniera (ma anche un ricordo al Risorgimento, pietra fondativa della originale sovranità ed indipendenza del nostro Stato, è obbligatorio)?

Seconda sottolineatura: titolare della sovranità è il popolo italiano, non altri.

A quanto detto si aggiungono altri tre articoli poco citati, ma non da poco: l’art. 52, per il quale la “difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” (ove “Patria” è vocabolo volutamente riconfermato nella sua valenza e pregnanza semantica e scritto con la “P” maiuscola, non a caso), l’art. 54, che obbliga ogni cittadino italiano, indipendentemente dalla posizione privata o pubblica rivestita, ad essere fedele allo stato repubblicano, al nostro Stato e l’art. 67, per il quale ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione (anche in tal caso il concetto di Nazione è scelto con cura e richiama il senso della creazione dello Stato italiano, con tutto il suo patrimonio culturale, sociale, storico, politico. Leggiamo i “Pensieri sulla democrazia in Europa” di Mazzini, libro ancora troppo negletto ed incompreso).

Da ciò consegue, espresso in modo molto chiaro, che ogni cittadino italiano è tenuto a difendere l’integrità e l’indipendenza dello Stato, del nostro Stato ed ad essere ad esso fedele (ad alcuni, forse, piace poco, ma la Costituzione, sino a che resterà così, dovrà essere rispettata).

Orbene, fatta questa breve digressione, ritorniamo all’interrogativo di apertura: la sovranità è cosa perniciosa, da cui dobbiamo guardarci?

Mi pare evidente che, se teniamo conto di ciò di cui abbiamo scritto, la sovranità sia un requisito essenziale ad ogni stato libero ed indipendente (non soggetto ad altri) e che i padri costituenti, pur ammettendo (ma sempre in condizioni di parità con gli altri Stati, giacché, diversamente, significherebbe rendere il nostro Paese suddito di altri e non , appunto, sovrano, autonomo, indipendente, come scrive Balladore Pallieri) limitazioni di essa in favore di un organismo (vedi ONU) che assicuri pace e giustizia fra le nazioni, intendessero, da un lato, sicuramente ben affermare il carattere di stato sovrano dell’Italia (costato sangue e sacrificio a chi ci ha reso Nazione indipendente), dall’altro, accettarne una deminutio soltanto in casi eccezionali allorquando si tratti di un soggetto sovranazionale perseguente un fine ben preciso e, comunque, sempre in condizioni non di minorità rispetto agli altri soggetti di diritto internazionale.

L’auspicio, quindi, è che tanto la stampa, quanto la politica, utilizzino in modo più culturalmente appropriato il concetto di sovranità.

Fabio Polettini    

 

 

 

 

 

 


 
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