L'Etica Politica: testimonianza di Aldo Moro perla società della Globalizzazione
Postato da admin [15/05/2018 21:30]

Venezia Mestre, 09 Maggio 2018- 40° anniversario dell'assassinio di ALDO MORO

L’EREDITÀ POLITICA DI ALDO MORO. LA CONFERMA DEI VALORI E DEI PRINCIPI DEI

POPOLARI E LIBERAL DEMOCRATICI ITALIANI

 

L’ETICA POLITICA:

TESTIMONIANZA DI ALDO MORO PER LA SOCIETÀ DELLA GLOBALIZZAZIONE

Relazione di Antonino Giannone

Premessa

Il rapimento di Aldo Moro avvenne il 16 marzo, in via Fani; furono trucidati i cinque uomini della sua scorta. Il rapimento di Moro giunge al culmine di anni in cui la rinascita economica dell’Italia, dopo la II^ guerra mondiale, arrivava a compimento. Al tempo stesso le Istituzioni e il Paese erano scossi da uno dei più agguerriti terrorismi dell’Europa occidentale.

Moro rimarrà prigioniero dei terroristi per 55 giorni, in via Montalcini 8, nel quartiere romano della Magliana. Dalla cosiddetta «prigione del popolo» Moro scriverà a mano ca. 100 lettere e messaggi e 400 pagine di memoriale, in risposta alle domande dei suoi carcerieri. Cinquantacinque giorni dopo il sequestro, il 9 maggio 1978 le Brigate Rosse assassinavano Aldo Moro. 40 anni dopo, questa drammatica vicenda, continua a gravare sulla coscienza e sulla storia del nostro paese, sia per il peso morale e politico dell’eccidio, sia per le ombre che tuttora sussistono. Non sono bastati 5 processi e il lavoro di alcune commissioni parlamentari a chiarire il vero perché dell’assassinio di Moro, né a far luce su non pochi rilevanti aspetti dell’azione terroristica delle Brigate Rosse. Inquietanti domande relative a quel tragico episodio rimangono senza risposta, in attesa di una Verità, il «caso Moro» non si potrà ritenere chiuso, né si potrà archiviare. È un dovere civile ed etico mantenere viva la memoria di Moro, leader politico e servitore dello Stato. Ad Aldo Moro, l’Italia intera deve tantissimo.

  • i Democristiani non pentiti

  • i Cattolici senza aggettivi

  • i Popolari Liberi e Forti

SIAMO TUTTI DEBITORI E RICONOSCENTI NEI CONFRONTI DI MORO.

 

ETICA E LEADERSHIP.

L’ESEMPIO DI ALDO MORO PER I POLITICI DELLA SOCIETÀ DELLA GLOBALIZZAZIONE

L’Etica è una branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti cattivi o moralmente inappropriati.

Gli scandali e la corruzione in politica e nella società.

Già ai tempi di Moro, ma anche nel tempo della globalizzazione, non solo di uomini politici, ma in ambienti aziendali, finanziari, istituzionali  e religiosi, hanno prodotto un’attenzione particolare al valore della moralità e dell’integrità di un leader.

Gli scandali e la corruzione in passato e oggi ci suggeriscono di non generalizzare su tutti i politici, ma ci servono per sapere distinguere

leader politici etici e leader politici non etici.

Leader e Politico

Un leader manifesta virtù etiche e sa creare situazioni vincenti nei confronti di 4 dimensioni fondamentali della leadership:

  • il leader (competenze;  comunicativa )

  • gli altri (i cittadini, i seguaci, i collaboratori,  gli amici, la società civile)

  • gli obiettivi (politici; economici; sociali)

  • il sistema in generale: sociale, culturale, istituzionale, politico, familiare. 

    La Leadership Etica non è solo qualcosa che è giusto fare, ma che si deve fare

perché è giusto essere etici e integri dal punto di vista morale; ma è anche  importante essere etici, perché essere etici è innanzitutto vantaggioso ed utile.

La Leadership Etica e la congruenza di un Leader con comportamenti appropriati hanno effetti benefici sui seguaci (che sono coloro che designano il leader), sia che siano elettori, sia dipendenti, sia credenti.

  • AUMENTANO NEI SISTEMI ORGANIZZATIVI, NELLE AZIENDE, LA SODDISFAZIONE E IL BENESSERE LAVORATIVO ^

quando una persona sta bene ed è soddisfatta del proprio lavoro, migliora anche la performance e la produttività aziendale, con inevitabili vantaggi anche per il leader che è il portavoce e il rappresentante principale dei risultati raggiunti.

^Avey, Wernsing, Palanski, 2012.

  • AUMENTANO I COMPORTAMENTI PROSOCIALI ^

    Le persone percependo di essere in’organizzazione giusta, si aiutano di più vicendevolmente, compiendo più spesso i comportamenti di cittadinanza organizzativa, ovvero tutti quei comportamenti  prosociali e di altruismo non esplicitamente richiesti né pagati nel contratto di lavoro, ma che comunque giovano all’organizzazione. In un’azienda dove c’è altruismo, la performance e la produttività migliorano.

    ^Mayer, Keunzi, Greenbaum, 2009- Waluwbwa, Chaubroeli.

  • DIMINUISCONO I COMPORTAMENTI DI MOBBING E BULLISMO LAVORATIVO

che spesso danneggiano la vita lavorativa sia dal punto di vista psicologico, economico e produttivo.

Il Leader per i subordinati è un esempio di come ci si comporta, se il Leder è etico

^Stouten&Altri 2001

  • AUMENTANO LA FIDUCIA NELLE PERSONE ^

il 62,5% della varianza della fiducia è spiegata dalla leadership etica in pratica non c’è fiducia se non c’è etica. La fiducia è fondamentale per la relazione leader-dipendente, leader politico- elettori

^ Craig, Gustafson, 2000.

Altre conseguenze positive sono legate alla leadership etica, ma li tralasciamo perché non servono per questo contesto.

  • Perché allora i leader politici, adottano comportamenti non etici?

  • Perché accade che il leader tende a separare i propri interessi da quelli dei seguaci?

 

FARE IL LEADER NON È UN’ATTIVITÀ SEMPLICE, NÉ FACILE.

La teoria del contenuto degli stereotopi ^

Ogni persona, per motivi evoluzionistici deve stabilire in tempi reali chi sia l’altro, se si tratta di un amico o di un avversario/nemico. L’immagine che ci creiamo degli altri deriva dall’attribuzione di due tratti:

  • COMPETENZA

  • CALORE

^Secondo (Cuddy, Glick e Fiske)

Dalle combinazioni possibili di presenza e assenza di questi tratti nascono delle emozioni in chi percepisce il leader cioè nei seguaci, nei dipendenti, negli elettori.

  1. Se il leader è percepito come poco competente e poco caloroso.

le reazioni emotive sono uniformemente negative, si prova pietà per il leader

  1. se il leader è percepito come molto caloroso e poco competente.

si hanno reazioni emotive ambivalenti, ma alla fine prevale il disprezzo.

sebbene a livello sociale possa funzionare bene, un leader di questo tipo non riesce a portare a termine i compiti e gli obiettivi di gruppo

3) se il leader è percepito come molto competente e poco caloroso.

Le reazioni emotive sono ambivalenti e prevale come sentimento l’invidia.

Si riconosce la competenza, ma non scatta in modo positivo la relazione con il leader.

4) se il leader è percepito come competente e caloroso. In questo caso scatta

il sentimento di ammirazione

Per individuare alcuni tratti distintivi di Etica e Virtù Etiche di Aldo Moro basterà prendere in esame:

  • comportamenti pubblici e privati

  • idee che ha saputo perseguire con coerenza

  • relazioni interpersonali e familiari

  • rappresentanza delle istituzioni

  • religiosità in pubblico e in privato

    «Qualche cosa da anni è guasto, è arrugginito nel normale meccanismo della vita politica italiana. [...] io credo all’emergenza, io temo l’emergenza. [...] C’è la crisi dell’ordine democratico, la crisi latente con alcune punte acute. Io temo le punte acute, ma temo il dato serpeggiante del rifiuto dell’autorità, della deformazione della libertà, che non sappia accettare né vincoli né solidarietà. Questo Io temo»

    (Dall’ultimo discorso di Moro, rivolto ai gruppi parlamentari DC (28 febbraio 1978)

Nonostante la gravità della minaccia, però,

LA FEDE DI MORO NELLA DEMOCRAZIA È INCROLLABILE,

«[…] dobbiamo dire con estrema compostezza il nostro “NO” a questa nuova minaccia [...], riconfermando puramente e semplicemente la nostra natura di democratici. Gli italiani che amano la democrazia, ridicano in questo momento che essi non intendono vederla distrutta dalla violenza, che credono nel suo valore costruttivo, che credono nella sua capacità di creare»

(discorso del 18 novembre 1977).

Per Aldo Moro: la democrazia parlamentare è la più alta sintesi che si sia mai riusciti a realizzare tra libertà e pluralismo, solidarietà e giustizia.

Moro puntualizza:

“….lo stato democratico, a motivo del principio di tolleranza, che è per esso essenziale, è esposto a rischi e ad abusi, che possono metterlo a dura prova”.

Moro, con La Pira e Dossetti

aprirono alle tematiche personalistiche e comunitarie espresse dal pensiero cattolico francese (Maritain e Mounier)

 L’UOMO-PERSONA

al centro dell’attenzione dell’attività politica, sociale, religiosa

Di democrazia si può anche morire quando nei cittadini dovessero venir meno la coscienza morale e la cultura della legalità, se manca il «senso dello stato», l’anarchia, l’egoismo di singoli e di gruppi e la violenza possono prevalere, abusando degli stessi strumenti che la democrazia offre invece perché servano al servizio del bene comune e della libertà.

L’insegnamento di Don Luigi Sturzo è attuale, in sintesi la citazione di oltre 70 anni fa di Don Sturzo:

“Servire la Politica e non servirsi della Politica”

Nel caso della politica sono i  cittadini che il politico dovrebbe rappresentare.

Nel caso di un’azienda sono i dipendenti che il manager dovrebbe sostenere per il loro sviluppo personale congiuntamente allo sviluppo dell’azienda.

Una società con gravi carenze di etica e morale non solo nella politica, ma anche nelle altre attività, è un società decadente.

Viviamo in una società lontana dai principi di umanesimo cristiano che da laici vorremmo attuare nella società. Servirebbero nuovi modelli informativi e più adeguati metodi formativi, in grado di attualizzare concretamente il progetto religioso giudeo-cristiano, con l’obiettivo di rifondare spiritualmente ogni forma dell’agire politico. 

I quattro periodi della vita di Aldo Moro

  • il primo periodo  (1959-1963) anni in cui Moro fu Segretario della DC;

  • il secondo periodo (1963- 1968)

  • il terzo periodo (1968-1974) Moro passa all’opposizione nel partito e diviene il leader naturale della sinistra interna della democrazia cristiana

  • il quarto e ultimo periodo (1974-1978).

Urgeva ormai immaginare nuovi percorsi politici, attraverso un nuovo «patto costituzionale» richiesto pure dalla emergenza del terrorismo di cui Moro diventa una vittima con il rapimento, la prigionia e l’assassinio

Secondo Moro:

Si impone un nuovo impegno morale e civile, tale da coinvolgere tutti i cittadini indiscriminatamente nell’opera difficile di costruire la Repubblica come una vera «casa comune», dove regnino finalmente la giustizia e la pace sociale, fondate su una solidarietà fraterna realmente vissuta.

Cosa è successo dopo l’assassinio di Moro?

I processi di secolarizzazione e di globalizzazione in atto dagli anni ’90 hanno generato nel nostro tempo una  «ischemia verticale» non solo dei valori cristiani, ma anche del senso religioso ed etico della vita.

Mi unisco a quanti pensano che sia necessario realizzare una sorta di nuova costituente», non giuridica, ma etico-culturale. Soprattutto ora, nel 2018: noi italiani, come popolo, come Paese, dovremmo rafforzare in Europa la nostra identità giudaico cristiana piuttosto che diluirla, come invece accade per l’imperante relativismo e per la crescente invasione islamica, che fu preannunciata nel 1978 all’ONU da Boumedienne Presidente dell’Algeria.

Senza una sostanziale unità morale, nella salvaguardia del ricco pluralismo culturale caratteristico del nostro paese — che Moro sognava di realizzare —, non basteranno da soli i programmi politici ed economici, né le riforme più coraggiose, a farci superare positivamente la lunga transizione in atto.

L’eredità di Aldo Moro: raccogliere oggi l’eredità politica di Aldo Moro significa: continuare con tenacia l’opera di ricomposizione del tessuto culturale e morale dell’Italia, lacerata da cinquant’anni di rigide contrapposizioni ideologiche.

Occorre tessere un nuovo «patto sociale» fra i cittadini di buona volontà, a partire da quei comuni valori di convivenza civile che sono garantiti dalla nostra costituzione.

LA COSTITUZIONE

È la carta etica dei diritti e dei doveri che può essere l’amalgama del popolo italiano che così si è espresso con il voto del no al referendum promosso da Renzi&PD. Purtroppo è mancato il coraggio di un nuovo grande rassemblement politico che avesse come piattaforma di attuare la costituzione italiana e di ridare vitalità alla sovranità popolare. Aprirsi alla testimonianza e affermazione dei valori cristiani in un contesto

pluralistico e secolarizzato.

Quali Virtù etiche per un Politico? Quali Virtù etiche di Aldo Moro?.

ONESTÀ –TRASPARENZA –LEALTÀ –TEMPERANZA – RISPETTO

CARING –PAZIENZA- UMILTÀ- CORAGGIO- VERITÀ- BELLEZZA -BONTÀ

Moro diceva: «Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi»

Se rinunciamo a una vita contrassegnata da Verità- Bellezza –Bontà ci rassegniamo a un mondo in cui nulla ha valore, in cui tutto va bene. Se non vogliamo cedere a un’esistenza senza gioia, senza nome o senza finalità, è di vitale importanza riesaminare sotto una luce molto chiara le nostre concezioni di queste virtù etiche.

Interrogativi per l’Etica politica nella società della globalizzazione.  

  • Di quanta moralità  ha bisogno la Politica?

  • E’ proprio vero che le mani dei politici debbano sempre restare pulite?

  • Un leader politico deve rendere conto ai cittadini della sua vita privata?

  • Quanta segretezza consente la “Ragion di Stato”?

  • Quanto serve il segreto di Stato a tutelare diritti e vite umane, e quanto invece sottrae elementi importanti al controllo democratico dei cittadini?

    Partire dal primato della società e dei suoi valori e principi etici, sanciti nella Costituzione della Repubblica.

    Sarà possibile restituire un’anima etica e culturale ai partiti e alla politica?.

    È questa la sfida centrale con la quale ci dobbiamo misurare oggi e per il futuro.

    Il sangue di Moro non sarà stato sparso invano, se avrà trasmesso l’incrollabile fede nella democrazia intatta a noi e alle nuove generazioni.

Per le esigenze e la responsabilità dei nostri giorni nella società della globalizzazione ho scelto di fare concludere ad Aldo Moro:

«Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità.

Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato di vivere con tutte le sue difficoltà»

Grazie per l’attenzione

 

Antonino Giannone

 

^ Prof. a.c. Politecnico di Torino, Etica professionale e Relazioni Industriali – Strategie aziendali.

Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della Produzione industriale e dell’Innovazione tecnologica. 

 


 
Email:
Password:
 
            
Vuoi commentare gli articoli? Inserisci la tua email e richiedi la tua password premendo sul tasto "registrati"
 
 
    
Alcuni movimenti politici e associazioni stanno tentando di ricomporre su basi innovative l'area dei democratici cristiani e dei popolari, Ritieni la cosa positiva?
 
SI
NO
 
       












Partners
 
 
 
 
 


Dir.Resp.: Ettore Bonalberti - Coordinatore Blog: Giorgio Zabeo
Redazione e amministrazione: C.so del Popolo, 29 - 30172 Mestre (Venezia) - tel. e fax 041/978232 - Email: info@insiemeweb.net
©2008 Associazione Insieme - powered by Enforma Solutions - based on en-press engine - Privacy Policy