Alcune riflessioni post elettorali
Postato da admin [13/06/2017 18:43]


Perdono i grillini e perde il giovin signore a casa sua, Rignano sull’Arno.

In sede locale tornano, spesso camuffate nelle liste civiche, le coalizioni tradizionali del centro destra e del centro sinistra. A parte la scarsa affluenza, poco più del 60%, nei comuni viene sconfitta l’improvvisazione e l’incapacità di guida sin qui dimostrata dei grillini, e l’arroganza dei Renzi nel loro paesello toscano.

 

Unico caso clamoroso : Palermo con la vittoria schiacciante di Leoluca Orlando, alla quinta rielezione a Sindaco,  stavolta grazie alla “disinvolta” coalizione PD con il partito dell’impresentabile Alfano, espressione di un camaleontismo politico  senza limiti.

 

Anche dal voto dell’11 Giugno trova conferma, con l’alto astensionismo ( quasi il 40% degli elettori), la condizione di grave anomia del nostro sistema politico-

 

O riprendiamo e facciamo rivivere la nostra migliore cultura politica ispirata dalla dottrina sociale cristiana o questo Paese non avrà più speranza. Questa settimana un gruppo di amici DC impegnati nella cultura e nella politica si ritroveranno a Camaldoli e, mi auguro, che di lì si possa riprendere il cammino.......

 

Il voto amministrativo locale è, in ogni caso, una più convinta espressione degli interessi prevalenti e dei valori propri delle diverse realtà locali. Non sempre, tuttavia, la salvaguardia degli interessi coincide con la coerente difesa dei propri valori, specie là dove questi ultimi risultano fortemente indeboliti o offuscati. Si comprendono così, anche se difficilmente sono giustificabili, i casi dei trasformismi e camaleontismi come quelli di Palermo e che sono annunciati in alcune delle città venete che il prossimo 25 giugno andranno al ballottaggio.

 

Le dichiarazioni entusiastiche di qualche amico popolare per i risultati del centro sinistra a Padova o della lista familistica tosiana di Verona, dove si profila la conferma di quell’accordo dell’ondivago Tosi e della sua compagna con il PD a guida renziana, non potranno che essere oggetto di attenta riflessione da parte nostra  nei prossimi giorni.

 

Flavio Tosi e la sua corte avevano virato a sinistra verso Matteo Renzi, nella speranza di un futuro credito politico, già all’epoca del referendum del 4 dicembre scorso, schierandosi apertamente e perdutamente per il SI. Ora, come naufraghi, tenteranno di sopravvivere nella gestione residua del potere locale con un’anomala alleanza con la “sinistra veronese renziana”.

 

Ieri sera abbiamo visto Maurizio Lupi, uno dei “nominati illegittimi e dei trasformisti transumanti parlamentari”, plaudire entusiasta al risultato veronese, così come di quello del suo amico Alfano in compagnia di Leoluca Orlando il campione della politica dell’“annaccarsi”: il massimo di movimento con il minimo di spostamento.  Contento lui! La parola nella città scaligera  ora  passa agli elettori veronesi che dovranno decidere: se arrendersi alla continuazione di un sistema che tenta la sua riproduzione per via ereditaria locale; una sorta di via americana alla Kennedy e alla Bush “de noantri”, o girare finalmente pagina  per una nuova esperienza politico amministrativa.

 

Ettore Bonalberti

Venezia, 12 Giugno 2017

 

 

 

 


 
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