I punti fermi della nostra carta di identità
Postato da admin [06/06/2017 21:23]


I punti fermi della nostra carta di identità

 

Valori da affermare

La costruzione della comunità politica sociale economica non può allontanarsi dalle Leggi di natura; e operiamo per affermare:

- la vita quale supremo bene, base di ogni diritto;

- la libertà dei singoli e dei popoli, la lotta alla sperequazione, la difesa dello Stato di diritto contro ogni totalitarismo e contro la globalizzazione;

- l'etica dei doveri, della solidarietà e della pace, nel rifiuto assoluto del ricorso alle armi;

ciò che La Pira ricordava come l’essenza della giurisdizione del pretore romano: “Vim fieri veto” = “faccio divieto di usare la forza” per qualunque motivo e obbligare a riporre tutto nel civile confronto sulle reciproche pretese; e guardando all’operato di Augusto, il Ianus clausus, cioè la chiusura di quel tempio che custodiva le armi di difesa: una abolizione degli eserciti, perché la pace si difende con le leggi e non con le armi.

 

visione personalista e comunitaria 

Affermiamo il valore della persona nella sua individualità e nelle sue formazioni sociali:

- difendiamo l'esistenza dell'individuo concreto, a prescindere dalle sue qualità e del suo status: e la libera espressione di ogni persona e gruppo sociale.

Ciò che La Pira indicava a correggere la dottrina del “personalismo”: va bene la centralità della persona, ma la persona va intesa come individuo concreto, non come personalità già realizzata. La vita è legata alla persona singola, il cui valore è pertanto assoluto supremo.

- additiamo nella famiglia basata sul matrimonio (unione tra uomo e donna: “uomo e donna Dio li creò”) il fondamento della comunità, da tutelare mediante una mirata politica sociale economica fiscale e mantenendo alto, anche nei mass media, il riferimento ai valori morali naturali insuperabili;

- consideriamo prioritaria una politica della casa, da costruire quale ambiente adeguato a consentire una salda vita di relazione;

La Pira fece di questo punto il centro della sua attività di sindaco, forzando le istituzioni a una politica della casa come bene primario;

- tuteliamo la sacralità dell'infanzia e della adolescenza, il diritto alla riservatezza, il senso del pudore, il valore sociale e culturale della vecchiaia, la dignità della morte.

Sono questi i valori primari indicati come un complesso, che riceviamo dalla tradizione migliore.

 

a) Tutta l’educazione va orientata sull’infanzia,non solo come primo momento di sviluppo della vita ma anche come costante punto di riferimento di ogni espressione verbale e politica: l’infanzia come depositaria di ogni valore. La sua integrità va difesa come bene comune: lo sguardo del fanciullo giudica il mondo, e in base a quello saremo giudicati. Nel piccolo bambino è concentrata la sacralità dell’Altissimo e tutti i valori del mondo: non scandalizzare il bambino (meglio legarsi al collo una macina e gettarsi in mare: è la terribile punizione prevista da Gesù). Occorre che gli adulti guardino il mondo con la capacità di sguardo del bambino.

 

b) l’adolescenza è il momento in cui si sviluppa la sacralità dell’infanzia, il momento della consapevolezza di quei valori prima solo additati. E’ il momento più delicato della vita personale e ha bisogno di ogni cura: La Pira ricordava sempre che per gli ebrei l’ulivo è la pianta “signorina”, che ha bisogno di tutte le cure di una giovinetta: è l’età della esaltazione dei sentimenti, che dunque vanno curati nella loro suprema delicatezza. La civiltà si misura sulla cura dei sentimenti: legati al senso di purezza e di riservatezza, che l’adolescente esprime con l’innato rossore: contro ogni tradimento, contro la pornografia dilagante, contro le cosiddette “libertà” che l’individuo si concede.

 

c) il valore sociale e culturale della vecchiaia: dare a questa ultima età della vita e la più negletta dalla società una importanza fondante per attingere forze da utilizzare nell’aiuto ai problemi sociali e quale serbatoio di esperienze e di memorie della nostra tradizione di valori.

d) la sacralità della morte: l’unico accadimento certo nella vita di tutti. Che in ciò esprime il valore della effettiva uguaglianza. La morte è il compendio di una vita, l’esito e l’elemento di giudizio per le nostre azioni. L’onore al defunto è espressione della vita nel suo farsi storia dell’umanità.

- sviluppiamo una politica culturale avversa alla pena di morte, all'aborto, all'eutanasia, ad esperimenti su embrioni umani, alla violenza su animali e piante non necessaria alla sopravvivenza;

 

a) non accettabile la pena di morte in quanto soppressione di una vita: la quale ha valore in sé e non per le buone qualità dell’individuo; ed è più grave dello stesso omicidio, perché l’assassino viene sottoposto a giudizio ed è riprovato, nella pena di morte è lo Stato a compiere quell’atto: e nessuno si pente proprio perché quell’atto è considerato legittimo.

 

b) l’aborto è atto così grave che per parlarne ne abbiamo mutato i connotati: non osiamo neppur dire che è soppressione di una vita, lo vediamo come atto chirurgico sul corpo di una donna. Ma – replicava La Pira – esso è uccisione di una persona, in quanto quella persona già esiste, pur in quella incubatrice protettiva che è il ventre materno. E i giuristi romani dicevano “conceptus pro iam nato habetur” (il concepito deve essere ritenuto come individuo già nato), tanto che era persona già soggetto di diritti, con potestà di avere eredi in caso di morte prematura. A tal uopo era nominato un tutore a proteggerlo, si chiamava curator ventris, cioè un tutore deputato alla cura materiale del concepito nonché alla tutela del suo patrimonio, di cui il concepito è considerato titolare né più né meno come una qualsiasi persona già visibile.

- contro la tendenza a esagerare la filiazione biologica (e la cd inseminazione artificiale), incoraggiamo l'adozione contro tutte le restrizioni finora poste dalle leggi: dando il primato alla adozione degli infanti; l’adozione è un fatto di carità civile. La Pira ricordava che in diritto romano non v’è alcuna distinzione tra filiazione naturale e adottiva: di contro è stata la società borghese ottocentesca a introdurre una tale distinzione.

- valorizziamo la donna nelle pari opportunità sociali nonché nel lavoro di casa, con incentivi che le consentano di creare l'ambito ove si forma la persona;

- puntiamo sugli anziani come base essenziale di umanizzazione, anche in un loro impiego in servizi sociali per far tesoro di un patrimonio di esperienza e saggezza al servizio di nuove generazioni;

- accogliamo extracomunitari secondo il tradizionale senso di ospitalità del nostro popolo, regolando i flussi migratori con norme precise che, tutelando la diversità delle tradizioni, consentano la costruzione di una società pluralistica.

 

pluralismo istituzionale

Secondo un criterio di pluralismo istituzionale, additiamo

- le comunità naturali in cui il singolo svolge la sua vita (vicinato, aggregazioni territoriali, associazioni di lavoro, di cultura, di spiritualità) come inalienabile presidio di libertà e fonti primarie di diritto da cui lo Stato trae forza e autorità;

- il principio di sussidiarietà di ogni istituzione pubblica e il potenziamento delle autonomie come momenti di scelte di base che ispirino orientamenti politici nazionali e sovrannazionali;

- l'irrinunciabile ruolo dei partiti quale ponte fra cittadini e organi dello Stato,

- e il ruolo primario dell'azione diretta di ciascuno, sì che i singoli divengano protagonisti delle scelte nel quotidiano;

- un rinnovato senso di autorevolezza dello Stato e delle sue istituzioni quale sintesi delle istanze di base e rapporto tra passato e futuro.

 

politica sociale

L'assistenza sanitaria è luogo privilegiato per l'attenzione alla persona, essendo la salute un bene primario: il malato va informato delle cure che gli verranno somministrate; e i luoghi di cura si aprano a presenze affettive fondamentali al recupero delle forze, contro il modulo di una assistenza tecnologizzata e anonima che isola il paziente.

Proiezione dell'ambiente famigliare è la Scuola, strumento di sviluppo della persona se, libero da infiltrazioni esterne, miri alla formazione unicamente secondo criteri scientifici che sviluppino il senso critico. Lungi dall'impostare l'insegnamento in base a precostituite ipotesi lavorative, va curata la trasmissione del patrimonio classico-umanistico quale base per la libera scelta di qualsiasi orientamento.

Il cittadino va tutelato in primo luogo come consumatore e risparmiatore contro ogni rialzo dei prezzi, inoltre come lavoratore difendendo l'equità delle basi salariali.

Consideriamo il lavoro un valore di promozione e la festa un essenziale momento di elevazione personale e comunitaria. Perciò puntiamo a

- esigere le migliori condizioni negli ambienti di lavoro; incentivare il lavoro autonomo e forme di cooperazione;

- difendere il senso della festa, necessaria pausa nei ritmi di lavoro, fondamentale difesa della sfera privata, espressione di valori in cui il popolo trova continuità con la tradizione.

 

politica ambientale

Nel cogliere l'allarme sul degrado della natura, proponiamo di:

- recuperare l'equilibrio della biosfera, contro l'inquinamento atmosferico ed elettromagnetico, la manipolazione genetica, la dipendenza energetica da fonti non rinnovabili;

- tenere lontane le fonti di onde elettromagnetiche dai luoghi di vita anche se la pericolosità sia solo eventuale;

- sviluppare l'agricoltura come attività umanizzante rispettosa dei ritmi della natura, puntando su tecniche naturali tese a potenziare i cicli ecologici;

- contrastare la violenza solitamente operata (con giustificazioni di produttività) su animali e piante in moduli non consoni alla loro vita: stalle ove gli animali sono costretti alla sbarra, frutteti ove le piante – per una più rapida raccolta operata a macchina, sono costrette a una innaturale bidimensionalità.

- ricondurre a misura umana le Città quali ambiti in cui si sviluppa una vita di relazione e ispirandosi al senso della bellezza.

- incentivare le arti e il turismo, curare i beni culturali e ambientali di cui il paese è ricco.

 

politica economica

La politica economica deve subordinarsi alle esigenze primarie di vita:

- difendere il potere di acquisto per i beni essenziali;

- ridurre drasticamente la pressione fiscale,

non di qualche punto ma portandola al valore normale nominale del 5% annuo (esattamente quanto è il valore reale naturale della rendita agricola o della produttività del denaro) valutando furto e rapina ogni quota superiore;

- realizzare piena occupazione favorendo piccole attività, promuovendo l'artigianato e l'agricoltura come le due più nobili attività dell’uomo;

- orientare la politica creditizia al sostegno di esigenze di base dei singoli e dei nuclei famigliari.

 

politica internazionale

La comunità internazionale esprime una fratellanza universale basata su una norma fondamentale che pone ogni Stato, di qualunque dimensione o densità demografica o grado di sviluppo, in condizione di parità giuridica. Da ciò:

- lo sviluppo autogestito dei popoli, stimolandone l'autosufficienza economica fondamento di indipendenza, contro una economia globalizzata, ripudiando il ricorso alle armi o al ricatto economico;

- una politica mediterranea basata sulla unità della famiglia di Abramo (ebrei, cristiani, islamici), facendo dell'Europa (dall'Atlantico agli Urali) il riferimento di un ordine civile mondiale;

- l'Unione europea quale sistema sovrannazionale di Stati legati dal comune sentire e non quale Stato unitario mirante a una egemonia mondiale.

 

continuità

Ci riconosciamo nella bimillenaria Dottrina sociale della Chiesa e vogliamo darne attuazione.

Intendiamo inoltre conservare memoria dell'esperienza politica del movimento cattolico, dall'Opera dei Congressi a don Sturzo a Degasperi, nonché dell'opera di taluni pensatori-guida quali don Mazzolari, Maritain, La Pira e del "Cattolicesimo sociale" da Ozanam a Toniolo a Mounier ai Codici sociali di Malines e di Camaldoli.

 

rappresentatività

Vogliamo offrire la possibilità di esprimersi politicamente a quanti non hanno trovato finora nei partiti organizzati uno strumento conforme ai loro ideali, consentendo al popolo negli spazi quotidiani di esprimere valutazioni e indicare soluzioni;

con un sistema elettorale proporzionale, per la rappresentatività delle linee politiche e delle tradizioni culturali e il rispetto dei luoghi di elezione;

ci poniamo oltre i precostituiti schieramenti, secondo la formula di don Primo Mazzolari "né a destra né a sinistra, né al centro, ma in alto", guardando ai valori da attuare e al bene comune che è bene concreto di persone.

Fabrizio Fabbrini

 

 

 



 


 
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