Lettera al Direttore
Postato da admin [02/08/2011 18:09]

Gentile Direttore,

ho avuto modo di esprimere , sul Suo giornale,le mie perplessità sulla manovra approvata a tempo di record, perché non c'è alcun taglio dei rami secchi e spese improduttive e perché deprime anziché incentivare la crescita ed i consumi. Ora, dopo il costante aumento dello spread tra BTP/BUND tedeschi, è il momento delle scelte vere ed anche impopolari per una politica economica che abbia cura della crescita . La congiuntura attuale, nazionale ed internazionale, ivi compreso l'attacco ormai palese all'euro di chi vuole tornare al marco forte, non consente alcun rinvio. Serve il coraggio di fare alcune delle cose che sono sul tavolo della politica da decenni:

1.liberalizzazioni. 2.taglio spese improduttive e dei costi della politica.3. diminuzione tasse sul lavoro, pensioni ed imprese. 4. incentivo fiscale agli investimenti produttivi.

Certamente per fare tutto ciò sarà necessario il concorso di tutte le forze in campo, politiche e sociali, senza gettare sul piatto pregiudiziali che bloccherebbero ogni manovra. Il Capo dello Stato ammonisce da tempo che serve larga partecipazione a scelte necessarie al Paese. Dimostrerà che saprà agire e premere per la crescita ed evitare manicheismi.

Non si può  spendere di più di quanto si produce . E' un insulto ai principi dell'economia. Il nostro amato Paese da decenni spende più di quanto produce e spende male.Si riqualifichi la spesa, quindi e si punti su politiche che servano al Paese. Mettiamo in cantina Rupin e Robespierre e collaboriamo alla soluzione di una congiuntura come quella del '29. Anzi molto diversa e assai più estesa, quindi peggiore. E' il momento del raziocinio per difendere il Paese. Ecco perché tutti devono fare un piccolo passo indietro.

Nel privato, in situazione di preagonia,  se si interrompe il rapporto fiduciario con il top manager, i soci, coesi o in maggioranza, lo cambiano con altro dirigente che considerano idoneo alla crescita dell'azienda. Questa è la unica pregiudiziale idoneità alla crescita.Se si facesse anche nel pubblico,credo che i cittadini capirebbero ed apprezzerebbero molto.

Grazie dell'attenzione.

Francesco Marcato

Padova, 02-08-2011.

 

 
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Postato da 0jhijwpheg@mail.com [02/08/2011 18:09]
Ecinomoes are in dire straits, but I can count on this!
 
Postato da 0jhijwpheg@mail.com [02/08/2011 18:09]
Ecinomoes are in dire straits, but I can count on this!
 
Postato da [02/08/2011 18:09]
Caro Marcato giro la tua nota per la pubblicazione sul nostro blog, non mancando di evidenziare che non credo al potere taumaturgico di un semplice cambio del top manager politico, che nella situazione attuale, vorrebbe dire cambiare il governo, com chiedono a gran voce le opposizione senza uno straccio di proposte di politica economica alternativa. A casa Berlusconi per dare il timone a chi? A Bersani, a Casini, a Fini? O, con la solfa dei soliti noti ? A Giuliano Amato o al sempiterno Prof Monti? Un governo tecnico come soluzione ai mali della politica. Poi, però, questi tecnici non dovrebbero far passare i provvedimenti dal Parlamento? Peggio ancora un ricorso anticipato alle urne senza un serio confronto di posizioni e di proposte politiche alternative? La verità è che ai mali storici di un debito pubblico enorme accumulato in anni e anni di politica in cui siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità e alla ricerca del facile consenso ( responsabilità massima quella dei governi della fase della solidarietà nazionale) è subentrata una crisi a livello planetario, di proporzioni tali che nel secolo scorso portò dritto dritto alla guerra. Uno spettro che vorremmo scongiurare e non vorremo mai più vedersi materializzare. Purtroppo, anche in Italia, le fila sono tirate dai burattinai che sono larga parte responsabili di una crisi finanziaria enorme e a molti dei quali sono collegati, per li rami, non pochi personaggi a la pagé della nostra politica. Laici massoni con compasso e grembiulino d'ordinanza e anche qualche "cattolico adulto" sempre pronto per tutte le emergenze. Sia di assumere consulenze con Goldmann Sachs e affini che assurgere, senza vincoli particolari di partito, a ruoli istituzionali eccelsi.... Concordo con il tuo giudizio su talune assurde scelte della manovra finanziaria, oltre tutto fatta pagare pressoché a senso unico dal blocco sociale che ha sostenuto sin qui il centro-destra. Certo esaurita la fase dell'egemonia berlusconiana, oggettivamente nella sua curva terminale,bisognerà pensare a soluzioni di larga convergenza politica. Premessa indispensabile una rigenerazione profonda dei partiti, che non possono più essere strumenti al servizio dei singoli capi e capetti, tutti sulla scena da oltre venti-trent'anni e molti dei quali che non hanno conosciuto altro impegno professionale se non quello della politica. Un rinnovamento morale, prima ancora che culturale e organizzativo, nel quale un ruolo decisivo spetta agli esponenti del pensiero della dottrina sociale della Chiesa, uno dei pochi rimedi alle storture di un avvio di secolo che non promette bene. E' l'impegno che come circoli veneti di Insieme, ALEF e ultimamente con la Federazione dei Liberi e Forti ci siamo assunti, per concorrere con quanti sono interessati alla costruzione della sezione italiana del PPE. Ettore Bonalberti
 
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