Diritto dell'internet. Perché è necessario essere aggiornati
Postato da admin [20/04/2009 20:15]

«Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza».

Così l' articolo 8 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - CEDU- del 4 novembre 1950 riconosce in capo ad ogni individuo quello che viene comunemente definito il diritto alla privacy.

Anche il nostro ordinamento riconosce a chiunque il «diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano» (art. 1 del  d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali).

Il Codice della Privacy, ora citato,  mira infatti a garantire che «il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale, e al diritto alla protezione dei dati personali» (art. 2 d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196).

Ciò viene però reso più difficile dalla rapida evoluzione della tecnologia e dall'utilizzo sempre più diffuso di internet uniti, purtroppo, alla poca conoscenza che i titolari del trattamento dei dati spesso hanno non solo in materia di diritto alla privacy, ma anche relativamente al diritto dell'internet.

Internet, ormai definita la Rete delle reti, rappresenta una parte integrante della nostra vita e ciò è un fatto innegabile.

Ormai la maggior parte se non tutte le famiglie possiedono un pc ed una connessione ad internet, che usano regolarmente, tutti  inviamo e riceviamo abitualmente E-mail,.. Anche i nostri rapporti con il mondo esterno stanno cambiando, basti pensare al numero sempre crescente di iscrizioni a Facebook o a Secondlife.

Internet, però, non è solo uno strumento di studio o di divertimento, esso è anche uno strumento di lavoro.

Innumerevoli sono i contratti che  vengono continuamente conclusi con lo scambio di e-mail o con il click and point...

Queste sono solo alcune delle molteplici attività che, grazie ad Internet, vengono comunemente poste in essere, con il risultato che ogni giorno facciamo transitare nella Rete tanti, troppi dati personali.

Siamo però sicuri che detti dati vengano sempre trattati in modo adeguato?

No. Giusto un mese e mezzo fa, ed esattamente il 27 febbraio scorso, con la conversione in legge (l.14/2009) del decreto legislativo n. 207 del 30/12/2008, è stato determinato un notevole inasprimento delle sanzioni in caso di violazione del trattamento dei dati, ciò al fine, evidentemente, di limitare gli illeciti amministrativi commessi  in tale ambito.

La tecnologia e la Rete sono degli importanti strumenti tramite i quali possiamo sicuramente migliorare le nostre vite ed espandere le nostre aziende, ma tramite i quali, se non usati in modo adeguato, possiamo creare delle situazioni che ci espongono a rischi anche legali.

È  ormai pacifico che il diritto alla riservatezza spetta ad ogni individuo in ogni aspetto della propria vita, ivi incluso l'ambito lavorativo ( come tanto chiaramente ha esposto la sentenza Niemitz vs. Germania del 16/12/1992).

È un dato di fatto, poi, che la tecnologia ci pone a disposizione sistemi sempre più sofisticati, ma al tempo stesso facili da utilizzare, che ci consentono di controllare tutto quello che avviene attorno a noi.

Esistono, ad esempio, programmi, detti "sniffer", tramite i quali si è in grado di monitorare e analizzare il traffico di un'intera rete. È, pertanto, oggi possibile "vedere"  tutto ciò che transita in una  rete aziendale, tracciando inoltre i file di Log.

È ben vero che così il titolare della rete aziendale può esaminare eventuali problemi di comunicazione nella sua rete o tentativi di intrusione, ma egli viene posto nelle condizioni di controllare anche i siti visitati da un proprio dipendente.

Inutile dire che così facendo verrebbero inevitabilmente raccolti dei  dati, addirittura sensibili, in merito a quella persona, quali, ad esempio, le proprie preferenze sessuali (pensiamo ad un individuo che si collega a siti omosessuali), o il proprio credo religioso,...

Se da un lato è legittimo che il titolare di un'azienda voglia e possa controllare cosa succede nella propria rete, ciò al fine primario di evitare illegittimi utilizzi, dall'altro lato detto controllo, costituendo indubbiamente trattamento di dati personali, deve essere rispettoso dei diritti dei lavoratori e soprattutto del diritto di ognuno alla propria privacy.

Tanto più che il mancato rispetto della normativa vigente non solo rende inutilizzabili gli eventuali dati illecitamente acquisiti, ma espone il violatore a sanzioni di vario genere.

Come prima brevemente accennato,  il 27 febbraio scorso, il decreto legislativo n. 207 del 30/12/2008 è stato convertito in legge (l. 14/2009).

È superfluo evidenziare, per quanto verrà ora esposto, l'importanza di tale fatto.

Innanzitutto si è così avuto un notevole inasprimento delle sanzioni relative proprio agli illeciti amministrativi commessi nel trattamento dei dati.

Per fare solo un esempio, oggi, chi omette di svolgere l'informativa prevista dall'art. 13 del Codice della Privacy, o pone in essere un 'informativa inidonea, è soggetto ad una sanzione che va dai 6.000,00 euro ai 36.000,00 euro.

Chi poi cede dati violando la normativa stessa è soggetto ad una sanzione che va dai 10.000,00 euro ai 60.000,00 euro.

Con la legge 14/2009 le sanzioni amministrative sono state praticamente raddoppiate (prima le sanzioni erano infatti di 3.000,00 e 18.000,00 euro nel primo caso e di 5.000,00 a 30.000,00 euro nel secondo).

Ma vi è di più.

Sono anche state introdotte nuove fattispecie di illeciti amministrativi.

L'art. 162 del Codice della Privacy è stato modificato ed allo stesso sono stati aggiunti due rilevanti commi: il comma 2 bis ed il comma 2 ter.

Il  comma 2 bis dell'art. 162 prende in considerazione l'ipotesi in cui il titolare del trattamento non adotti le misure minime di sicurezza, previste dall'art 33 del Codice, volte ad assicurare almeno un livello minimo di protezione dei dati personali, o violi la normativa vigente in tema di corretto trattamento dei dati (art. 167 del Codice). Tale ipotesi oggi costituisce un illecito amministrativo sanzionato con il pagamento di una somma che varia da 20.000,00 a 120.000,00 euro.

Il comma 2 ter introduce, invece, un'altra tipologia di illecito amministrativo che si configura quando il titolare del trattamento non osserva le misure necessarie per rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti e prescritte dallo stesso Garante, ovvero pone in essere un trattamento dei dati vietato dal Garante (art. 154 del Codice). In questo caso la sanzione oscilla tra i 30.000,00 ed i 180.000,00 euro.

L'inasprimento sanzionatorio, qui brevemente descritto, è stato evidentemente determinato dal fatto che troppo numerose erano, e continuano ad essere, le violazioni nel trattamento dei dati personali. Probabilmente il legislatore spera che sanzioni pecuniarie  più elevate rappresentino un deterrente per i titolari del trattamento dal commettere nuove violazioni ed uno stimolo a correggere il trattamento inidoneo già posto in essere.

Forse dinnanzi al rischio di un ingente esborso di denaro, per non parlare delle altre conseguenze cui il titolare del trattamento potrebbe incorrere, la Rete verrà finalmente vista come un luogo anch'esso regolamentato da norme che devono essere rispettate.

Non dimentichiamo che il diritto dell'Internet così come il diritto della privacy esistono e sono in continua evoluzione.

Quid iuris? Che fare allora?

Ritengo che l'unico modo per tutelare noi stessi e gli altri, che, consapevolmente o inconsapevolmente ogni giorno ci forniscono tanti dati, sia quello di essere informati, di aggiornarsi continuamente e di attuare gli opportuni accorgimenti, anche al fine di evitare sanzioni sempre più gravi.

 

Dr.ssa Francesca Fabris

Dottoranda di ricerca presso l'Università degli Studi di Padova

 

 
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Postato da 6mbxdm1wt1@yahoo.com [20/04/2009 20:15]
I'm out of league here. Too much brain power on diyaspl!
 
Postato da 6mbxdm1wt1@yahoo.com [20/04/2009 20:15]
I'm out of league here. Too much brain power on diyaspl!
 
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