I numerosi casi di stupro
Postato da admin [22/02/2009 20:02]

Il governo, in relazione ai numerosi casi di stupro, ha emanato una apposita norma volta ad affrontare con determinazione il grave problema.

Sulla nozione di stupro si è svolto, nel passato, un serrato dibattito in conseguenza di una pronuncia della Corte di Cassazione - passata alla storia come la sentenza dei jeans - la quale aveva affermato che, nel caso in cui la vittima indossi i jeans, non vi può essere un atto sessuale  se non con il consenso della vittima medesima.

La Cassazione, infatti, annullò la condanna di un uomo, inflitta dalla corte d'Appello di Potenza, sostenendo che i jeans indossati dalla giovane non erano sfilabili "senza la fattiva collaborazione" di chi li portava e che quindi la medesima doveva essere consenziente. Aggiungendo, poi, che è impossibile togliere i jeans a una donna che si oppone "con tutte le sue forze", dato, questo, "di comune esperienza".

Per quella che è passata alla storia come "la sentenza dei jeans" scesero in campo, unite dalla volontà di difendere la dignità delle donne contro il "maschilismo retrivo" dei giudici, Rita Levi Montalcini, Tullia Zevi, Livia Turco, Giovanna Melandri ed Emma Marcegaglia. Lo "sciopero delle gonne" fatto dalle deputate del Polo (allora all'opposizione) che si presentarono tutte in jeans a Montecitorio, Prestigiacomo e Mussolini in testa, fece il giro del mondo. Il mondo politico e giudiziario s'indignarono per il pronunciamento della terza sezione penale della Cassazione, che rischiava di vanificare anni di lotte e conquiste per la parità delle donne.

Fioccarono le polemiche, e la Cassazione prese subito le distanze da questo verdetto con "tutti gli accorgimenti tecnici per far sì che la sentenza rimanesse un caso isolato".
Ed, infatti, a novembre dello stesso anno ( 1999) il primo orientamento fu parzialmente corretto in una sentenza dove si precisava che la testimonianza di una donna che asserisce di aver subito uno stupro "non può essere messa in dubbio perché lei indossava i pantaloni e per esserseli sfilati".

Nei pronunciamenti successivi fu affermata la convinzione secondo la quale " i jeans non sono di ostacolo alla violenza sessuale".

Tutto ciò nella speranza che il più recente orientamento della Cassazione sia sempre confermato e che, nel dibattito che si aprirà sul provvedimento governativo, non si ritorni a disquisire sul ruolo impeditivo o meno dei jeans.

Luigi Fistarollo

Dirigente di Azienda

 

 
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